Perché stare seduti fa male alla nuca
La testa pesa circa cinque chili e, in posizione neutra, il carico si distribuisce in modo uniforme. Ogni centimetro di avanzamento della testa – con uno schermo troppo basso o con il telefono in mano – aumenta il lavoro dei muscoli della nuca. Questi muscoli di per sé sono forti; il problema è che devono lavorare senza pause per molte ore.
A questo si aggiunge la rigidità del tratto dorsale. Quando la zona tra le scapole perde mobilità, il collo ne assume i compiti. Per questo, in caso di dolore alla nuca, lavoriamo regolarmente anche sul tratto sottostante, anche se lì di solito non fa male.
Va ricordato anche che i muscoli della nuca reagiscono allo stress. Una tensione psicologica cronica mantiene il cingolo scapolare leggermente sollevato per tutto il giorno – e, anche se non è una “causa medica” in senso classico, nella pratica spesso spiega perché i disturbi ritornano nonostante una scrivania ben organizzata.
Quando il dolore si irradia al braccio
Un dolore che scende verso la spalla e il braccio può essere il segno di un’irritazione di una radice nervosa a livello cervicale, ma può anche derivare da trigger point nei muscoli della nuca e del cingolo scapolare – questi, però, provocano più spesso dolore che formicolio. Formicolio e intorpidimento delle dita possono anche essere dovuti alla compressione di un nervo al gomito o al polso, ad esempio nella sindrome del tunnel carpale. La diagnosi differenziale si basa sull’esame della sensibilità, della forza e dei riflessi e sui test neurodinamici. A volte la causa è proprio l’articolazione della spalla – in quel caso passiamo alla valutazione del dolore alla spalla.
Come si svolge il trattamento
La prima parte del lavoro mira a ridurre la tensione e a recuperare mobilità. Utilizziamo mobilizzazioni articolari e tecniche sui tessuti molli e, per i trigger point persistenti, il dry needling. L’effetto – una rotazione della testa più libera – si avverte spesso già dopo la prima seduta, ma da solo non dura.
A renderlo duraturo è solo la seconda parte: gli esercizi. I flessori profondi del collo e i muscoli che posizionano la scapola si allenano poco alla volta, ma con regolarità – qualche minuto al giorno per alcune settimane. È l’elemento meno spettacolare, eppure il più importante dell’intero percorso.
Che cosa può cambiare già da domani
Il cambiamento più efficace non è una nuova sedia, ma le pause. Alzarsi ogni 30–40 minuti e fare qualche movimento con la testa e le spalle nella direzione opposta a quella in cui resta fermo alla scrivania serve più della maggior parte degli accessori ergonomici. Conviene sistemare lo schermo in modo che il bordo superiore sia all’altezza degli occhi. Il resto – la scelta degli esercizi e la valutazione dell’origine reale del suo dolore – lo definiamo insieme durante la seduta. Se i disturbi durano più di due o tre settimane o si ripresentano regolarmente, non ha senso aspettare che “passino da soli” – la valutazione richiede circa un quarto d’ora e di solito indica subito su che cosa lavorare.