Che cosa succede in una distorsione della caviglia
Nel meccanismo tipico il piede si gira verso l’interno e la sollecitazione si scarica sui legamenti del lato esterno dell’articolazione – più spesso sul legamento peroneo-astragalico anteriore. A seconda della forza del trauma, i legamenti vengono stirati oppure si rompono in modo parziale o completo. Gonfiore ed ecchimosi compaiono nel giro di qualche ora e, da soli, non dicono ancora nulla sulla gravità della lesione.
Oltre ai legamenti, ne risente anche la propriocezione. I recettori della capsula articolare non informano più in tempo i muscoli sulla posizione del piede, per cui alla torsione successiva la reazione di difesa arriva troppo tardi. Questo spiega perché la caviglia “cede” anche quando non fa più male.
Quando rivolgersi prima a un medico
Le regole di Ottawa sono un semplice insieme di criteri che permette di valutare se è necessaria una radiografia. In realtà si tratta di due insiemi – uno per la caviglia e uno per il piede. Hanno in comune una prima condizione: la radiografia si esegue se, subito dopo il trauma e durante la visita, non riesce a trasferire il peso del corpo sulla gamba e a fare quattro passi.
Gli altri criteri sono diversi. La radiografia della caviglia è indicata in caso di dolore alla pressione sul margine posteriore o sull’apice del malleolo esterno o interno – per un tratto di circa sei centimetri verso l’alto. La radiografia del piede – in caso di dolore alla base del quinto metatarso o sull’osso navicolare. Controlliamo questi punti durante la prima seduta e, se necessario, la indirizziamo a un medico prima di iniziare il trattamento.
Va valutata a parte la cosiddetta distorsione alta della caviglia, cioè una lesione della sindesmosi tibio-peroneale. In questo caso il dolore si trova sopra il malleolo, tra le due ossa della gamba, e aumenta quando il piede ruota verso l’esterno. Questo tipo di lesione viene talvolta confuso con una distorsione comune e il ritorno allo sport richiede poi molto più tempo – per questo, in presenza di questi sintomi, la indirizziamo a un medico per ulteriori accertamenti.
Come conduciamo la riabilitazione
La prima fase serve a ripristinare il cammino: carico controllato, riduzione dell’edema e recupero della flessione dorsale del piede, senza la quale non è possibile accovacciarsi correttamente né scendere le scale di corsa. Utilizziamo la terapia manuale di caviglia e piede e il lavoro sui tessuti molli del polpaccio.
La seconda fase determina se l’infortunio si ripresenterà. Rinforziamo i muscoli peronieri e il polpaccio e introduciamo esercizi di equilibrio – prima su una superficie stabile a occhi aperti, poi su un tappetino morbido, con lanci di palla e cambi di direzione dello sguardo. In parallelo ricostruiamo la forza di tutto l’arto inferiore, perché dopo alcune settimane di carico ridotto la differenza di forza del polpaccio può essere notevole e spostare il carico più in alto, fino al ginocchio.
Ritorno allo sport in base ai criteri
Invece di chiedersi “quante settimane?”, è meglio chiedersi “che cosa devo essere in grado di fare?”. Si torna a correre quando il cammino è indolore e simmetrico e il gonfiore non ricompare dopo una giornata attiva. Al gioco, quando il salto in lungo su una gamba e i saltelli laterali ripetuti danno risultati paragonabili da entrambi i lati. Prepariamo questo piano in modo individuale e lo aggiorniamo nelle sedute successive.
La cavigliera o il taping sono un tema a parte. Al ritorno allo sport, un supporto esterno della caviglia riduce il rischio di un nuovo infortunio. Per questo lo consigliamo per allenamenti e partite per diversi mesi, anche fino a un anno e oltre dopo la distorsione – pure quando i test sono già simmetrici. A una condizione: non sostituisce il lavoro su equilibrio e forza, lo accompagna.
Va ricordato anche che distorsioni ripetute possono, nel corso degli anni, portare a un’instabilità cronica e a lesioni della cartilagine articolare. È un buon motivo per riabilitare con cura anche una distorsione “leggera” che dopo una settimana non fa più male.